I 10 ERRORI CHE SI CELANO DIETRO A “SECONDO ME”?

da Matteo Di Febbo
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Come passare dalle valutazioni basate su opinioni a decisioni fondate su obiettivi misurabili, raggiungibili e vincolati da una scadenza.

«Secondo me dovremmo fare così» oppure «Secondo me funzionerebbe meglio in quest’altro modo». Ognuno di noi è letteralmente ostaggio di infiniti «Secondo me». Il cantautore Brunori Sas ha dedicato loro anche una canzone. A rifletterci, ognuna di queste espressioni manifesta una sola e unica verità: «io vedo il mondo solo secondo me».

Finché discuti con i tuoi amici di calcio; fino a quando commenti con le tue amiche l’abito di uno stilista o la qualità di un vino, ti puoi permettere di utilizzare questa espressione. Ma quando si tratta di business bisogna fare molta attenzione per non incappare inconsciamente in gravi errori.
Ecco come correre ai ripari!


1. Tieni sempre a mente che fa parte della nostra natura umana prendere decisioni basandoci su un limitato sotto insieme di informazioni.

2. Abbiamo estrema difficoltà a mettere a tacere le simpatie, le nostre emozioni, le sensazioni e persino gli stereotipi.

3. Fatichiamo molto a cambiare la nostra prima impressione, anche se molto spesso questa è del tutto irrazionale e sbagliata.

4. Informazioni superficialmente casuali possono influenzare il nostro modo di pensare.

5. Il nostro umore condiziona sempre le nostre decisioni.


6. Tendiamo a creare dei collegamenti e delle correlazioni dove non ci sono, per costruire un senso a ciò che ci succede o ci viene detto.

7. Se pensiamo che una storia sia concreta e credibile, siamo portati a ignorare tutti i dati che non sono in linea con essa.

8. Qualunque cosa si faccia, le nostre performance tendono ad aggregarsi intorno a un valore medio.

9. Siamo naturalmente portati a sopravvalutare la nostra abilità di controllare gli eventi che ci circondano.

10. La nostra mente non si vuole arrendere al fatto che non siamo in grado di predire quello che accadrà.

Questa classifica dei 10 motivi che portano all’errore non è una nostra opinione. È il frutto della ricerca di Daniel Kahneman basata su anni di esperimenti, ricerche e analisi dei dati. Lo psicologo israeliano e vincitore del Premio Nobel per l’economia ne parla in uno dei suoi libri: Pensieri Lenti e Veloci.

Dopo aver dato solide fondamenta alla nostra classifica, bisogna sapere che la prima fase è sempre la più difficile. Il 99.999% delle persone non va oltre.
Nemmeno un tentativo di presa di coscienza. Perché?

Perché accettare la propria condizione è difficile e doloroso.

Ma è fondamentale per vedere tutto ciò che può essere migliorato di noi e del nostro brand. Prima di pensare a come migliorare il proprio business bisogna concedersi il tempo di predisporsi mentalmente al cambiamento. Solo una persona ogni 100.000 ne è capace.

E tu di quale gruppo farai parte? Scoprilo con CopyGraphing.

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